Bigfoot si propone come big company internazionale, Luigi Bravi entra in società
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Lo scorso 17 giugno, il gruppo romagnolo di accessori Bigfoot S.r.l., attualmente impegnato soprattutto nel rilancio del marchio di borse Save My Bag, ha festeggiato i 20 anni di attività con un evento in Via Tornabuoni a Firenze, pensato come momento di incontro per rafforzare il dialogo con stakeholder, clienti e stampa. “Ora passiamo allo step successivo. Ragionare in chiave di big company diffusa e apprezzata a livello mondiale”, rivela a FashionNetwork.com Giancarlo Tafuro, responsabile commerciale e marketing di Bigfoot.
Durante la serata è stato rivelato che Luigi Bravi, fondatore di Orva S.p.A., azienda leader in Italia nella panificazione industriale con sede legale a Misano Adriatico (RN) e operativa a Bagnacavallo (RA), colosso della piadina romagnola IGP e della pinsa, è entrato a far parte del gruppo Bigfoot, segnando un ritorno alle origini professionali dell’imprenditore. Infatti, in passato Luigi Bravi e Nazzareno Amatori, il founder di Bigfoot, avevano già condiviso un percorso nel settore calzaturiero, prima di intraprendere strade imprenditoriali differenti.
“Oltre al legame di parentela che ci unisce, è la profonda amicizia e la complicità ad aver favorito questo nuovo percorso comune”, ha detto, emozionato, durante la serata Nazzareno Amatori. “Proprio questo rapporto di fiducia ha spinto Luigi a tornare alla sua prima grande passione, la moda, entrando nel capitale e nella visione di Bigfoot per contribuire alla crescita futura del gruppo”.
Nato 20 anni fa come produttore in conto terzi, Amatori ha creato come suo primo brand la label di scarpe Emmanuelle Vee nel 2011. Con l'avvento nel 2014 dei figli, Paola (CEO) e Francesco (designer), nacque il brand di borse La Carrie, mentre Save My Bag è stato il primo brand esterno acquisito dalla realtà romagnola. Gli altri tre marchi nell’orbita aziendale sono No:rae (borse premium) e le label di calzature The Giver e Zolfo.
“Vogliamo che si alzi il nostro livello di percepito come impresa, non solo come spessore dei nostri marchi satelliti, per espanderci come un collettivo a livello internazionale”, dice Tafuro. “La company Bigfoot ora ha la struttura giusta, dotata di tre brand del mondo calzature e tre dell’universo delle borse. Da oggi ragioniamo, anche nei risultati economici, come company, non per brand presi singolarmente”.
Per Save My Bag, Bigfoot ha già attivato America e Giappone, il Sol Levante è il principale mercato estero anche per La Carrie. Bigfoot nel 2025 ha fatturato 9 milioni di euro, ma considerando una società controllata esterna, con cui si arriva a comprendere tutti i brand del gruppo, si attesta intorno a 13 milioni. L’Italia pesa per il 72%. “Il 2026 si concluderà (abbiamo già terminato le campagne vendite) con una crescita di giro d’affari del 7%. L’obiettivo del 2027 è +10%. Dobbiamo portare tutti e 6 i brand ad essere apprezzati all’estero”, assicura un determinato Giancarlo Tafuro.
“Il brand di punta di Bigfoot al momento è La Carrie nelle borse, Emmanuelle Vee nelle scarpe. L'intento è di portarli tutti sullo stesso livello, non solo in termini di fatturato, ma di percezione. Sicuramente, quello che ci darà maggiori soddisfazioni nell'immediatezza è Save My Bag, che ha un prodotto di eccellenti potenzialità, ma che dopo l’esplosione iniziale si era un po’ appiattito sulla ripetizione di varianti della stessa borsa monoprodotto”, continua il manager. “Il rilancio di questa etichetta è già partito. Abbiamo rinnovato il prodotto completamente, a livello di stile e di materiali. Il neoprene c’è ancora, però occupa solo il 20% della collezione. Per scelta nostra, no pelle o ecopelle, quindi solo tessuti. Il neoprene si trova ancora nella parte interna della borsa, ovvero la salpa, perché rende la bag leggera, uno dei suoi plus. Altro nostro obiettivo”, continua, “è espanderne le gamme, per esempio con prodotti ‘perimetrali’ al core business, come i costumi da bagno. Al momento non sono in programma opening di monomarca dei marchi di Bigfoot. Perché non va dimenticato che i negozi generano fatturato ed EBITDA, ma anche tanti costi…”.
“Oggi siamo qui con alle spalle 20 anni di suole consumate, di pelle tra le mani, di notti passate a studiare una fibbia, una nuova forma, un particolare che potesse fare la differenza", ha detto un emozionato Nazzareno Amatori. "In questi 20 anni abbiamo visto di tutto: tendenze arrivare come onde e andarsene con la stessa rapidità, la pelle dare spazio ai materiali tecnici e poi riprenderselo, il fast fashion esplodere e poi, lentamente, assistere al riscoprire del valore della durata e della qualità del prodotto. Abbiamo visto i negozi soffrire e rinascere. Siamo sopravvissuti allo tsunami che ha provocato il Covid. Abbiamo visto l'online cambiare tutto. E ora stiamo vivendo un momento difficile sulla scena mondiale,ha raccontato un emozionato Nazzareno Amatori. Ma abbiamo visto, soprattutto, che quello che conta nel nostro settore è sempre la stessa cosa: riuscire a creare degli oggetti che le persone vogliano indossare e sentano loro, e che - cosa più importante – raccontino una storia. Luigi Bravi è entrato a far parte della nostra compagine societaria. Col suo bagaglio di esperienza sarà un valore aggiunto per tutta l'azienda”.